Il fore-edge painting

Il fore-edge painting è una tecnica pittorica utilizzata per decorare i tagli e rendere ancor più il libro un’opera d’arte. Il taglio, come sappiamo, è spesso decorato a tinta unita o da figure geometriche, ma ci sono anche molti casi in cui possiamo ammirare delle vere e proprie opere d’arte su questo elemento che accresce il pregio e il valore del volume e ne aumenta senza dubbio la bellezza.

Ma come riconosciamo un libro su cui è apposta questa bellissima e particolare tecnica pittorica?

Il libro sembra apparentemente senza stranezze, ma quando si guarda attentamente il taglio, il bordo, e si piegano le pagine, si vede nitidamente un disegno a colori.

Questi disegni erano realizzati con la tecnica ad acquerello e venivano eseguiti con l’aiuto di una morsa.

Alcuni pittori riuscivano a realizzare questi disegni in modo che si potessero vedere solo quando il libro fosse aperto, altri invece solo a libro chiuso.

Le prime decorazioni sui tagli le abbiamo intorno al X secolo e vedevano l’uso di elementi abbastanza semplici che rappresentavano simboli o stemmi, ma con il tempo e vista soprattutto la sua crescente fortuna, questo tipo di decorazione si è diffuso, raggiungendo il suo picco intorno al 1600.

I soggetti delle scene con il tempo si sono fatti sempre più evoluti, raffigurando paesaggi, scene di carattere religioso e qualche volta immagini tratte dal libro stesso.

Ed è proprio questo tipo di raffigurazioni che troviamo nei secoli successi, soprattuto intorno al 1800, esempi sono stati ritrovati nei libri di Giulio Verne e Dickens ed anche su alcuni volumi dello Sherlock Holmes.

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Decorazione raffigurante il personaggio letterario Sherlock Holmes, ideato da Arthur Conan Doyle

da ''Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie"

da ”Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie”

Decorazione dedicata al Don Chisciotte

Decorazione dedicata al Don Chisciotte

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Frankenstein di Mary Shelley

Moby Dick o la balena

Moby Dick o la balena

La scelta della scena da ritrarre era determinata dall’artista, dal libraio o dal proprietario che commissionava l’opera.

Il centro di quest’arte pittorica erano i paesi anglofoni, ma anche in Italia abbiamo importantissime testimonianze, come quella del pittore Cesare Vecellio, massimo esponente di quest’arte nel nostro paese e parente di Tiziano, nonchè suo allievo nell’arte pittorica, molto attivo come pittore tra la metà e la fine del 500

Vecellio ha decorato moltissimi volumi per la famiglia Piloni, che conservavano nella loro bellissima biblioteca.

La Biblioteca Piloni, nota anche come Pillone Library, raccoglieva libri antichi del XV e del XVI secolo, costituita dalla famiglia Piloni a Valle di Cadore, fu poi trasferita a Belluno ed infine conservata nella Villa Casteldardo di Trichiana in provincia di Belluno. Questa particolare raccolta, per lo più di volumi in folio, è unica.

Su almeno 170 di questi libri il Vecellio aveva apposto questa rara tecnica pittorica ad acquerello.

Taglio dipinto da Vecellio, oggi conservato presso la Biblioteca civica di Belluno

Taglio dipinto da Vecellio, oggi conservato presso la Biblioteca civica di Belluno

Le figure rappresentate da Vecellio erano per lo più ritratti degli autori stessi dei volumi, ma anche paesaggi, animali, simboli, carte geografiche e città. I Piloni fieri di queste decorazioni avevano come intento quello di colpire l’occhio del visitatore, perciò i volumi erano collocati sugli scaffali con il taglio centrale in vista, fornendo l’effetto cromatico per lo spettatore di essere quasi di fronte ad una galleria di quadri più che a una libreria. Infatti la tecnica utilizzata dal Vecellio su alcuni volumi era quella che la decorazione fosse visibile anche a libro chiuso.

La biblioteca fu venduta nel 1877 ad un bibliofilo inglese, il baronetto Sir Thomas Brooke che la trasferì completamente a Londra e redasse anche un catalogo dei volumi.

Dopo la sua morte la famiglia mise in vendita la raccolta libraria e nel 1957 fu acquisita dal libraio francese Pierre Berés.  Tre volumi scomparsero misteriosamente durante il viaggio che portarono l’intera raccolta libraria dalla Gran Bretagna in Francia.

Il Berés a Parigi organizzò anche una mostra a scopo di vendita, da qui però ci iniziò ad essere una dispersione dei preziosi libri che finirono in varie biblioteche pubbliche e private di tutto il mondo. Nel catalogo redatto dal Berés fu inoltre erroneamente indicato il nome della famiglia dei possessori in Pillone invece che Piloni e da allora dunque fu cosi trascritta.

Purtroppo in Italia abbiamo solo tre esemplari del Vecellio, appartenenti a questa raccolta libraria e sono custoditi in biblioteche pubbliche, due presso la Biblioteca civica di Belluno ed uno alla Biblioteca Casanatense di Roma, mentre altri sono stati trovati in cataloghi di biblioteche europee ed americane, ma molti altri esemplari possono essere conservati su scaffali di biblioteche private e conservati come tesori, in quanto queste decorazioni assumono particolare rilevanza per il libro non solo sotto un profilo estetico ma anche per quanto riguarda il valore di mercato di quel particolare esemplare.

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Nel corso del 1700 invece, si fa notare un’altra importante figura nel campo del fore-edge painting ed è lo scozzese Robert Mudie, che produsse delle opere meravigliose. Murie è il massimo esponente nella realizzazione della decorazione visibile solo quando le pagine del libro venivano piegate e/o aperte, inclinate in modo particolare, come detto in precedenza. Alcune sue opere sono conservate presso la Boston Public Library

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Il fore-edge painting è una tecnica ancor oggi utilizzata, seppur raramente ed ovviamente su richiesta.

Di seguito un video su questa meravigliosa tecnica pittorica di un esemplare conservato presso la Cornell University Library di New York City.

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